RECENSIONI CINEMA IDENTITA' VIOLATE

Criminologa, Tossicologa forense, esperta in ricostruzioni delle
dinamiche criminali, tiratrice, agente operativo speciale,
esperta in combattimenti all’arma bianca; ma anche donna
enigmatica, carismatica, con scorza dura all’esterno ma grandi
sentimenti riservati a chi riesce ad arrivarci; dinamica,
giovane, bella e assolutamente indispensabile al caso.


Tutto questo è Angelina Jolie in “Identità violate”, lavoro
targato Warner Bros che, oltre a far risultare come ovvio,
decisamente poco simpatico il personaggio di Illeana Scott (la
Jolie), è uno dei thriller più banali in cui ci sia capitato di
imbatterci negli ultimi cinque anni.


Dialoghi e trama scontati e prevedibili, (in un thriller
costituiscono da soli un buon 80% del film), che nonostante
ambientazioni e fotografia non disprezzabili e una buona colonna
sonora, regalano comunque un risultato complessivamente fiacco,
già visto e davvero poco interessante.


Ci si permetta un appunto: per riuscire davvero apprezzati
attori di livello internazionale, bisogna prendere il coraggio
di uscire dalla chimera della reiterata autocelebrazione con
personaggi cuciti addosso, per non rischiare l’effetto “Steven
Seagal”.
Mirko Spelta


               

Per comunicazioni all'autore della recensione:

               
ginodilegno@inwind.it



GdS 30 IV 2004 
www.gazzettadisondrio.it

Mirko Spelta
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