OK del Senato a pdl Crosio contro le assillanti 'promozioni' telefoniche

Tutti d'accordo (non capita tutti i giorni). Ora la Camera e poi in Gazzetta Ufficiale

Approvata in Senato la "pdl Crosio" sul telemarketing: più tutele per i cittadini per difendersi da vendite e promozioni telefoniche «La soddisfazione personale è enorme: perché grazie alla mia legge i cittadini saranno più tutelati e per il sostegno, non scontato, ricevuto da tutti i gruppi parlamentari. È molto raro, infatti, che venga recepito il progetto di legge di un esponente dell’opposizione: la ‘legge Crosio’ rappresenta un esempio di buona politica al servizio degli italiani». Così il senatore valtellinese della Lega Nord Jonny Crosio commenta il via libera del Senato alla legge a sua prima firma sulle ‘Modifiche alle modalità di iscrizione e di funzionamento al registro delle opposizioni’. Questo speciale registro consente ai cittadini di opporsi all’utilizzo del proprio numero di telefono da parte degli operatori, quindi di essere chiamati per vendite dirette o comunicazioni commerciali. La legge non è stata approvata dall’aula del Senato bensì dalla commissione Lavori pubblici e Comunicazioni, di cui Crosio è membro, che, attraverso la procedura ‘legislativa’, richiesta solo con il consenso di tutti i gruppi parlamentari, si sostituisce all’aula dopo aver ricevuto il nulla osta del Governo e dei ministeri competenti, nel caso specifico dal sottosegretario Maria Elena Boschi e dai ministeri dell’Economia, dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e della Giustizia. Questa procedura, più snella e veloce, prevede i passaggi analoghi a quelli contemplati per l’approvazione in aula: l’illustrazione della legge a cura del relatore alla presenza di un rappresentante del governo, la presentazione di emendamenti e il coinvolgimento delle commissioni competenti, le dichiarazioni di voto finali e la votazione. Ha presenziato ai lavori il sottosegretario con delega alle comunicazioni Antonello Giacomelli, mentre relatore è stato Raffaele Ranucci del Pd. Non sono stati invece presentati emendamenti in quanto il testo era stato definito e concordato nei dettagli. L’ultimo passaggio si è completato con il voto unanime di tutti i componenti dell’ottava commissione. Ora la legge Crosio dovrà essere approvata dalla Camera attraverso la medesima procedura, quindi senza passaggi in aula. Iniziato nel gennaio scorso, l’esame della legge si è caratterizzato, com’è prassi, per il confronto con l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, le associazioni dei consumatori, gli operatori telefonici e le aziende che gestiscono i call center. Tutte le parti sono state ascoltate nel corso di numerose audizioni prima di giungere alla stesura finale del testo di legge. «È stato un lavoro intenso e articolato, necessario per approfondire tutti i termini della questione - continua il senatore Crosio -, e completato in tempi straordinariamente brevi per l’impegno e la determinazione di tutti i componenti della Commissione, fermi nel respingere le obiezioni sollevate da operatori telefonici e call center che hanno accettato a malincuore i limiti imposti dalla legge. Il testo porta la mia prima firma ma è il risultato di un lavoro corale che ha potuto contare sull’appoggio del governo». Chi non vorrà essere chiamato per televendite e promozioni commerciali potrà chiedere l’esclusione dei numeri di tutte le proprie utenze, sia fisse che mobili, e negare l’utilizzo dei dati personali attraverso l’iscrizione al registro per le opposizioni. È stato inoltre vietato agli operatori il ricorso a compositori telefonici per la ricerca automatica di numeri non inseriti negli elenchi pubblici ed è stata imposta la creazione di un prefisso unico che consentirà all’utente di individuare immediatamente la telefonata del call center riservandosi la facoltà di rispondere o meno «Certamente non è una legge che cambia le sorti dell’Italia ma fornisce un aiuto concreto ai cittadini che si potranno difendere da proposte e vendite telefoniche che spesso rasentano lo stalking, ma che, al contempo, salvaguarda le aziende di un settore che dà lavoro a decine di migliaia di persone. Una regolamentazione non più prorogabile allo stato attuale che disciplina la materia nell’interesse dei cittadini»

 

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