L’ARTE E LA MODA

Al MACRO, Museo d’Arte Contemporanea di Roma, dal 19 aprile sono state esposte 22 opere d’arte in movimento firmate da Paolo Consorti, tradotte su fondo di seta pura ed assemblate interamente a mano con una stola di cashmere e seta.

Il sistema, del tutto innovativo di approccio verso l’arte, rende l’individuo come luogo di espressione artistica.

ARTE E MODA: DUE MONDI CHE COMUNICANO

Arte e Moda si compenetrano. Già in natura assistiamo all’uso dell’immagine come segno distintivo di un modo di essere, di una volontà o di un bisogno: a primavera le piante si ricoprono di fiori colorati per richiamare le api e favorire l’impollinazione, i pavoni sfoggiano i meravigliosi colori della loro ruota piumata allo scopo di corteggiare la femmina, il camaleonte cambia il colore della propria pelle per mimetizzarsi e rendersi invisibile agli occhi dei potenziali predatori, la natura indossa colori diversi e varia la propria immagine così da darci il senso delle stagioni.

Traendo origine dalla sinergia di due mondi come la Moda e l’Arte, il progetto Maison prende vita a partire dalla creazione di vere e proprie opere d’arte vestibili, o meglio vivibili per un spazio di tempo determinato, al termine del quale Arte e Moda si separano ritornando alla loro primigenia destinazione. Tutto nel mondo è colore e travestimento. L’uomo, obbedendo al proprio istinto naturale e prendendo spunto da ciò che lo circonda, ha elaborato sin dai primordi la propria immagine allo scopo di dare messaggi di sé al mondo usando la comunicazione non verbale. “Era” ciò che indossava e decorava i capi d’abbigliamento col preciso scopo di valorizzare il proprio corpo, la propria immagine e comunicare il proprio status sociale. Le decorazioni tessili ottenute direttamente a telaio o per pittura o per stampa variavano a seconda delle caste, dei compiti e dei ruoli dell’individuo nell’ambito della comunità. Il taglio di un capo di abbigliamento piuttosto che

l’uso di un determinato accessorio indicavano, di un individuo, la provenienza, lo stile di vita, le condizioni economiche ed il pensiero politico. A tutt’oggi, molto della storia si conosce grazie al ritrovamento e la datazione di reperti tessili. Consideriamo l’uso del colore ed il suo valore simbolico: l’arancione per gli Hare Krisna , il bianco della sposa per i cattolici, il viola ed il nero per il lutto, il rosso ed il bianco per le alte cariche della Chiesa, il giallo dorato ed il rosso per i casati reali, il blu per i tuareg, il nero per i beduini.

Ripensiamo, poi, l’utilizzo delle trame e dei filati: seta, broccato e ricami preziosi per la nobiltà e le alte cariche dello stato o religiose , tele, lane grezze e cotoni grossolani per i poveri e gli indigenti. Ancora oggi siamo in grado di riconoscere la provenienza, il sesso, talvolta il lavoro e la classe sociale di una persona da come essa si veste.

Allo stesso modo, durante i secoli l’Arte, dal graffito su pietra all’opera multimediale, attraverso l’immagine ed il colore ci ha raccontato l’evoluzione del pensiero politico, la cronaca dei tempi o lo stato d’animo personale dell’artista, la filosofia ed il credo religioso. Ha immortalato i potenti, compianto i derelitti, ha evocato ricordi e spronato alle rivoluzioni. Inoltre che cosa accomuna l’Arte e la Moda? La Comunicazione, della quale sono entrambe linguaggi e sostegni a livello individuale, sociale e universale.

Comunicare, quindi, è il bisogno primario che funge da volano ad entrambi i mondi oggi dicotomici, sebbene generati ambedue dall’uomo, che nudo, ai primordi, dipingeva il proprio corpo per coprirsi, abbellirsi, intimorire i nemici e propiziarsi gli dei.

Oggi, l’obiettivo certamente ambizioso di Maison D’Art, è quello di coniugare nuovamente Arte e Moda riconducendole entrambe all’individuo, interpretato come “luogo dell’espressione artistica”.

Durante il loro percorso evolutivo nella comunicazione, Arte e Moda si sono allontanate, l’una orientandosi verso la rarefazione concettuale e l’ermetismo introspettivo ed evolvendosi come strumento di grande levatura culturale, in fondo accessibile a pochi, l’altra verso la risonanza mediatica estrema, lo sfarzo e la popolarità nella sua accezione assoluta.

Quasi a rappresentare “l’individuo dentro” e “l’individuo fuori” Arte e Moda si sono animate di vita propria e pretendono dal loro creatore di essere adorate, esaltate e riverite. Rivalutando la persona come luogo dell’espressione artistica, Maison D’Art intende ricondurre nuovamente il tutto all’essere umano come centro del mondo, liberandolo dal senso di dovuta riverenza nei confronti delle sue stesse creature. In questo modo l’individuo diviene egli stesso opera d’arte unica, indimenticabile e strumento di comunicazione, per poi, attraverso la “RICONVERSIONE” rendere, sia all’Arte che alla Moda, la possibilità di tornare ai loro ambiti tradizionali, ai loro percorsi istituzionali e alla loro autonomia.

In un mondo di multipli infiniti, dove tutto si uniforma assoggettandosi alla legge dei grandi numeri, Maison d’art rende il capo d’abbigliamento un elemento identificativo ed unico, non tanto perchè viene prodotto in serie limitata, ma in quanto ha l’anima, che solo un’opera d’arte possiede.

Rifondendosi con l’individuo gli opposti ritrovano l’unicità primigenia, così che la Moda acquisisce l’immortalità propria dell’Arte e l’Arte la straordinaria mediaticità della Moda. Indossata, l’Opera d’Arte esce dalle gallerie per muoversi libera nelle case, nelle strade, negli uffici: da segnare che, per quanto si sia fatto sino ad oggi a questo scopo, l’obiettivo non è stato mai veramente raggiunto. Tale progetto, punta a dare all’Opera d’Arte una visibilità non strettamente legata al luogo o all’occasione, ma agli episodi del quotidiano. Per la prima volta l’Arte scende tra la gente e si mostra senza una regola precisa e senza presunzione: pronta al dialogo e al confronto, offre uno stimolo culturale all’intelletto di chi la osserva.

La Moda, dal canto suo, si eleva a livello dell’Arte, acquisendone il carattere di universalità ed immortalità. La “RICONVERSIONE”, modalità grazie alla quale Arte e Moda ritrovano la loro autonomia, permette all’Opera di tornare alla sua accezione originaria, salvaguardandola dall’usura che sarebbe tipica del prodotto indossabile e la rende nuovamente immortale. L’Opera riconvertita è nuova, arricchita dalla performance di un vissuto reale, carica della rinnovata energia di colui o colei che l’ha acquistata ed indossata. In pratica. l’Opera d’Arte trova la ragione del suo divenire nella performance interpretata con l’individuo, così che, tornata alla sua sede istituzionale, si rapporta allo sguardo di chi la osserva con una nuova vibrante e ardente vitalità e in ciò Maison D’Art realizza il suo obiettivo, confermandosi progetto di comunicazione artistica creativa.

IL PIACERE DI SENTIRSI UNICI

Nell’epoca della globalizzazione tutto tende ad uniformarsi, nulla è più esclusivo o introvabile, niente è unico. In questo contesto emerge quindi la necessità emotiva, da parte della persona, di affermare la propria individualità. Come spontaneamente si verifica in natura, la prima forma di distinzione e manifestazione della personalità è l’immagine, che peraltro rappresenta la prima forma di comunicazione che usiamo con l’esterno, la più immediata.

Sintomo dei tempi e del momento sociale è la volontà di differenziarsi, di mettersi in mostra, di esprimere la propria personalità anche attraverso l’abbigliamento. È il trionfo del singolo, dell’immagine individuale, del bisogno di uscire dalla massa facendo di noi stessi una vera e piccola opera d’arte unica ed indimenticabile. Inoltre oggi vestire rappresenta un costo molto incisivo sia per quanto riguarda la produzione delle griffe, sia per quanto riguarda il mercato delle imitazioni, pertanto, chi può permettersi di sostenere la spesa desidera ovviamente investire in qualcosa di unico. Il grande problema di un capo di moda è poi legato al tempo e all’usura, che correlati alla spesa rappresentano talvolta un limite. Ed allora: come rendere la moda un investimento unico, personale e duraturo nel tempo?

MAISON D’ART risponde a tale esigenza(Cfr. Catalogo Tutti i Sensi dell’Arte, Macro, Roma)

Maria de Falco Marotta

Notizie tecniche

Tutti i SENSI dell’ARTE, Sede: MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma

Presentazione:19 aprile 2007. info@omniarelations.com

Luciana Caramia – luciana.caramia@omniarelations.com

Maria de Falco Marotta
Società