11 20 32 NEVICA A SONDRIO. PER FORZA: ARRIVA FINALMENTE IN CONSIGLIO COMUNALE UN PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO CULTURALMENTE DA ANALFABETISMO URBANISTICO SENZA QUELLA PARTECIPAZIONE CHE OGGI VIENE SOLO PROCLAMATA MENTRE UN TEMPO, SENZA PROCLAMI, VENIVA

(x) la politica non c'entra e ovviamente nemmeno i progettisti

Oggi, venerdì 26 novembre 2010, prologo della seduta di lunedì 29 quando arriva in Consiglio Comunale il Piano di Governo del Territorio, oggetto misterioso per la maggior parte dei cittadini non solo in barba a quanto la legge, solo formalmente rispettata, prescrive ma soprattutto evitando un potenziale apporto di contributi da parte di molti che sarebbero stati in grado di offrire quello che alla Amministrazione è clamorosamente mancato, ovvero idee.

Oggi nevica. E' molto raro che a Sondrio città succeda a novembre. Significativo, ma c'è un'altra coincidenza che è ancora più significativa in quanto è di 88 anni fa, come oggi, la scoperta forse più importante: la tomba del Faraone Tutankathen, meglio noto come Tutankhamon, morto solo diciottenne nel 1823 A.C.

Che c'entra?

Affinità.

Guardando quello che è stato possibile al cittadino qualunque l'impressione che se ne ha è quella di archeologia urbanistica. Siamo, concettualmente e metodologicamente, tornati a prima del Piano Regolatore Generale adottato all'inizio del 1970, a soli due anni e mezzo dalla legge 765/1967. Non ci riferiamo ai progettisti, anche se qualcosa c'è da dire al riguardo anche per loro.

Valutazioni non di carattere politico

Doverosamente premetto che le osservazioni che seguono non hanno assolutamente alcun carattere politico. Questo terreno appartiene ai consiglieri comunali e alle forze politiche.

Uno strumento urbanistico di carattere generale non è prerogativa dei tecnici. L'alimento deve venire dalla cultura, la sintesi dall'economia, le direttive per i progettisti dall'Amministrazione, sia pure in un rapporto iterativo volto a stabilire la reciproca compatibilità delle idee-forza con gli aspetti tecnici.

I miei 21 anni in Comune: nel primo mandato con incarichi speciali ho anche seguito il crescere del PRG, nel secondo da capogruppo ho con il Sindaco Venosta seguito a iosa questa materia, nel terzo e quarto, Sindaco, non ho delegato la responsabilità in materia di territorio (urbanistica, edilizia, ambiente). Quest'esperienza è venuta utile a Roma prima nell'Ufficio di Presidenza dell'ANCI-Territorio - uno dei quattro settori operativi dell'Associazione nazionale dei Comuni - poi da Presidente così come, allorché andò in crisi il Governo Cossiga 2 dovetti, quale responsabile DC del settore, scrivere il programma di Governo, sei pagine sottoscritte anche dagli altri tre Partiti di maggioranza. Sottolineo questi particolari perché tengo a che sia chiaro il carattere non politico-partitico, da quando ho concluso il mio impegno di Sindaco non avendo pubblicamente preso posizione sulle Amministrazioni, non importa di qual colore, che sono venute poi, per convinta forma di correttezza. Altro discorso sui problemi della città. Da Sindaco ho sempre apprezzato i contributi che venivano - talvolta addirittura li stimolavo -, anche quando erano critici perché consentono o di migliorare quanto si sta facendo oppure di consolidare le convinzioni e gli atti conseguenti. Idem da cittadino.

La serata sul piano

Qualche giorno fa il PGT è stato finalmente presentato alla cittadinanza ma in modo sicuramente anomalo. La serata è stata infatti organizzata non dalla Giunta ma da tutti i Gruppi consiliari di opposizione che con diverse relazioni hanno presentato le linee di Piano e le tavole più significative. Era la prima occasione che si presentava all'uomo della strada per documentarsi, sinora avendo avuto come unica possibilità quella della lettura delle linee, sorprendenti, pubblicate sul sito del Comune. Era anche la prima occasione pubblica di dire la propria pur non avendo mancato di trasmettere, l'anno scorso, al Comune memoria con regolare osservazione formale senza peraltro neppure averne ricevuta.

L'indice

In un intervento di una ventina di minuti non si può andare oltre l'indice degli argomenti, per cui in quella sede ho anticipato che lo sviluppo sarebbe avvenuto sulla 'Gazzetta' . A mia volta anticipo che si tratta di una impostazione che non interferisce con la discussione che oggi comincia in Consiglio Comunale, perché volta al futuro.

Ci possono essere scelte modificabili come l'area produttiva ad est (come la mettiamo con la rilevante riduzione di superficie colante? Predisponiamo idrovore o canali di scolo?) o altre scelte particolaristiche.

Quello che occorre a Sondrio, e alla provincia, è però ben altro.

Dall'archeologia urbanistica è necessario passare quantomeno alle lunghezze d'onda delle stesse Amministrazioni Molteni quando, assessore Stefanelli, i risultati si vedevano, indipendentemente poi se su di essi si accendevano le discussioni, che sono il lievito della crescita.

Si noti che potrei citare la politica urbanistica del mio decennio con le innovazioni esportate anche a Milano o con le altre definite dal Presidente Tutino, in sede di Istituto Nazionale di Urbanistica, l'unica novità positiva rispetto alla crisi dello strumento PRG.

Più avanzato del malinconico oggi era lo stesso PRG Venosta con le sue due 'utopie', che quando ho passato il testimone al Sindaco Buzzetti, da utopie si erano trasformate in realtà, con l'aggiunta, realizzata, di una terza inventata da noi. Un PGT senza respiro come può pensare alle utopie?

C'è documentazione da produrre, parecchia, non per sterili rivendicazioni o sterili critiche, ma perché ci sono idee da recuperare dal cestino o dall'oblio dove sono finite in questo paio d'anni; Si è visto che con la partecipazione formale non si va lontano come non si va lontano se non si è minimamente attrezzati.

Temi del contendere

Non scenderò, tranne qualche aspetto vistoso, sulle tematiche da Consiglio Comunale, su scelte operative salvo a chiedere se per caso l'eccesso delle stesse sia ICI-motivato… Dall'eccesso vengono rischi perché si stanno creando forti attese di plusvalore fondiario dipendenti da quello che si è visto nelle tavole.

Non a caso ricordo che il principio da me, da noi, perseguito e realizzato persino nella centrale zona direzionale-commerciale in tempi in cui legislazione e normativa erano asfissianti, "L'indifferenza della proprietà rispetto alle destinazioni urbanistiche", richiede, come facevamo allora, un'applicazione globale e non puntuale. Ne parleremo.

Il primo tema è quello della partecipazione. Formale e sostanziale. Culturale e politica. Gli errori.

Il secondo riguarda gli obiettivi. Abbiamo perso due splendide, rilevanti, occasioni.

Il terzo il contesto e i suoi effetti.

Il quarto l'interrogativo sul futuro della città. All'interno: del centro storico, in pericolo.

Il quinto il lavoro per il nuovo PGT, quello, partendo oggi, che superi e sostituisca l'attuale in discussione. Non è recuperabile se non per scelte operative minimali perché non è recuperabile l'assenza di una strategia adeguata.

A che pro?

Queste osservazioni, come altre ripetutamente pubblicate, sappiamo bene che non faranno strada perché occorre, come anzidetto, essere attrezzati per viaggiare sul filo del tempo, non quello odierno. Obiettivo minimo di un PGT dovrebbe essere il 2020, prefigurandone il quadro per dare risposte coerenti e adeguate.

Ma questo non importa. Le osservazioni presenti si proiettano avanti. Personalmente sono decenni che esprimo le mie idee. Qualcuna di questa ha fatto grande strada. Altre meno. Altre sono andate nel cestino. Continuo, almeno finché le meningi non si stuferanno di essere spremute.

Una comunità è tale per la cultura che sa esprimere. Fortunatamente, a Sondrio non mancano le idee e le risorse umane. Sono state lasciate fuori della porta mentre avrebbero potuto riempire la pur capace aula consiliare portando il loro contributo. Se ne prende atto. Basta insistere. Ci sarà un rinvio, ma le buone idee restano.

Alberto Frizziero 1 - segue

Alberto Frizziero
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