A crisi di Governo risolta il più paradossale dei paradossi

Il giornale continua nei suoi commenti a percorrere l'unica strada razionalmente desumibile dai dati a disposizione più volte riportati a supporto delle tesi sostenute.

La strada è quella che congiunge Via Sant'Andrea delle Fracchie alla Via Nomentana, sedi ufficiali dei due soggetti per ora ancora fidanzati, un M5S che conta, e come, in Parlamento (meno nel Paese) e un PD che pur fra qualche voglio-non voglio sogna Palazzo Chigi.  Meglio sì tornare al Governo ma non come obiettivo bensì come strumento. Fidanzamento evidente, matrimonio pur difficile fra breve, divorzio futuro per affrontare e possibilmente battere la destra dopo esser passato da robuste cure ricostituenti per arrivare al dunque. Quale dunque? Al minimo riprendersi i suoi che erano scappati rifugiandosi nel M5S, disillusi e magari anche arrabbiati nel trovarsi in un Partito ridottosi a ex-grande Partito. Non basta. Non han fatto mistero al Nazareno sullo scenario prossimo venturo. Loro non il bastione antidestra ma addirittura “l'unico bastione antidestra”, una prospettiva che prevede un consistente e scontato travaso di consensi da  Via Sant'andrea delle Fracchie a Via Nomentana. Cannibalismo politico dunque (definizione reale e non offensiva).
Cambieranno le cose? Il fidanzamento andrà a rotoli? Prenderemo atto in tal caso dando allora a nostra volta atto che pure il nostro tempo in fatto di commenti politici sarà finito. I lettori sinora hanno dimostrato di apprezzare i nostri commenti ad ogni elezione o ad ogni grande evento, mai di parte, sempre con la ricerca di obiettività, mai generici e soprattutto con una non diffusa caratteristica. Ci si darà atto che mai abbiamo spiegato dopo le ragioni per cui quello che si era previsto non si è verificato. Una costante invece è sempre stata quella che dopo si verificava quel che si era intravisto. pubblicandolo prima. Non avevamo, ovvio, una sfera di cristallo ma due caposaldi:  innanzitutto, come sottolineato dianzi, la ricerca di obiettività che favorisce i contatti e l'acquisizione di notizie e, secondariamente la rincorsa ai dati, sino alle sfumature, fattori fondamentali per definire o spiegare posizioni confezionando infine commenti razionali e attendibili.

Ci spingiamo avanti, oltre le vicende di questi giorni, oltre l'incarico, oltre la formazione di Governo, oltre il riassetto complessivo della guida dello Stato. Approdando ai futuribili – ovvero futuri possibili – abbiamo incontrato sulla strada indicata all'inizio, ricomprendendo anche la milanese Via Bellerio, un paradosso che va definito paradossale non avendone nella storia della Repubblica trovato uno di simile. Conoscevano, tempo fa fa fa, i corridoi di Montecitorio a cominciare, appena entrati in fondo al lungo corridoio di sinistra, visto che lì dal tabaccaio era l'unico posto in Italia ove trovavamo le Super senza filtro, sparite a Sondrio e quasi in tutta Italia. Il loro prezzo era bloccato a 450 £ire, e nonostante che al Monopolio costassero di più a produrle guai aumentare il prezzo perchè essendo nel paniere ci sarebbe stata un'incidenza sull'inflazione. Girovagando nella Camera e nei suoi palazzi si incontravano, e si incontrano, le sedi delle 14 Commissioni permanenti, e di altre particolari. Lì gran parte del lavoro non nell'Aula anche se quello conclusivo. Capita infatti  di vedere nei resoconti dei dibattiti anche su argomenti importanti una gran quantità di scanni vuoti, occasione anche per intuibili e sarcastiche osservazioni. Gran parte delle volte non si trattava di tranciare giudizi pesanti in quanto spesso in contemporanea ferve il lavoro nelle Commissioni. Sono 14 alla Camera, e precisamente quelle indicate in immagine nella tabella. Potremmo definirle il motore dell'attività parlamentare soprattutto in quella legislativa spesso aprendo le proprie sedute a esponenti esterni rappresentanti settori importanti della società (esperienza personale ripetuta con audizioni in Commissione allora Lavori pubblici in rappresentanza dell'ANCI). Gli argomenti di cui si occupano queste Commissioni sono regolamentati sia in termini di competenze che di procedure. Senza entrare nel dettaglio sottolineiamo come, ad esempio, il cammino di una legge, sia essa d'iniziativa governativa che parlamentare, passa attraverso una serie di convocazioni. Non è detto che le divergenze che si appalesano in aula si riproducono in Commissione. Al di là delle singole posizioni politiche in molti casi si registra una convergenza, talora con la sua ricerca a livello di Comitato ristretto. Il lavoro fianco a fianco favorisce poi i rapporti personali in primis fra alleati e in qualche caso anche al di là delle appartenenze politiche

Paradosso?  Certo.
Nei prossimi giorni si prevede un riaggiustamento degli incarichi in quanto chi va al Governo deve essere sostituito nelle Commissioni. Una volta risistemate le cose queste dovranno riprendere la loro piena attività. E qui ecco il paradosso. Dalla formazione del Governo dimissionario ad oggi – o quasi – vi è stato un lavoro intenso che ha visto nella maggior parte delle situazioni, i deputati grillini e quelli leghisti procedere in coppia poco per volta definendo l'oggetto del contendere mentre quelli del PD con ruolo ovviamente di attivi oppositori. Alla ripresa a crisi chiusa politicamente i deputati della Lega che erano parte della maggioranza diventano oppositori mentre vanno al potere quelli del PD che erano all'opposizione. Politicamente sì ma come la mettiamo con i contenuti? Si azzera tutto e si ricomincia da zero? Si tien buono il lavoro svolto? E come si può impostare il rapporto tra Parlamento nelle sue articolazioni e Governo? Una situazione che innova il linguaggio rendendo 'paradossale il paradosso'.
Per non dovere, rispettando la verità delle cose, prender la strada del far cadere le braccia viriamo e fra rollio e beccheggio troviamo la scappatoia.
Non siamo nel caos. Siamo nel regno del paradosso.
Paradossalmente.
a.f.

 

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