Sondrio sopra e sotto la ferrovia nel tempo e negli spazi

Ripercorriamo una evoluzione della città nel corso di circa un secolo

I tre sottopassi storici

Sino ai primi anni '60 la permeabilità della 'città murata', quella segnata dalle due linee ferroviarie, quella in direzione della Bassa Valle e quella per Tirano, era stabilmente assicurata da tre sottopassi. Due, Vie Fiume e Macello, della linea di proprietà della FAV (Società Anonima per le Ferrovie dell'Alta Valtellina ) poi passata nel 1970 alle Ferrovie dello Stato, uno, Via Ventina, della linea delle FF.SS. Calibro di quei tempi per il passaggio di carri, bestiame e qualche auto, traffico comunque assai ridotto almeno fino a quanto 'la città murata' dovette aprirsi alla urbanizzazione esterna. Ricordiamo che la FAV è del 1902, San Pietro e Paolo l'inaugurazione, e l'altra, allora Rete Adriatica, è del 1985, inaugurazione pure a giugno, il 16.
Allora bastavano dunque i quattro metri, di cui, solo linea FAV, uno e dieci di un marciapiede che ignoriamo se presente originariamente o realizzato dopo.

Caimi
E' l'Amministrazione Venosta che 'rompe la città murata' con il sottopasso di Via Caimi, grande realizzazione in quel tempo perchè consente la direttrice centro-città ponte di Albosaggia. Curioso il siparietto relativo a questo ponte, vecchio, angusto, inadatto ai tempi. Il Comune di Sondrio si dichiara disposto a pagare la metà del costo di uno nuovo pur essendo di gran lunga più interessato il Comune di Albosaggia. Non se ne fa niente in quella circostanza perchè il Comune risponde che loro ad un ponte nuovo non sono interessati...

Fiume
La città comincia dunque a svincolarsi, nei suoi rapporti con la sponda orobica, dalla servitù con la ferrovia. Tocca alla successiva Amministrazione, quella guidata da Frizziero, realizzare il sottopasso di Via Fiume che così rende possibile 'abbracciare' lo sviluppo urbano a est e sud-est.

Parolo
Terzo svincolo quello di Via Parolo realizzato dall'Amministrazione Buzzetti.

Ventina
Quarto quello in corso di realizzazione da parte dell'Amministrazione Molteni. Un tempo via d'accesso per la spiaggia dei sondriesi, della “Riccione” con tanto di colonia elioterapica.

Diversità
Gli interventi sono diversi. Caimi è del tutto nuovo. Fiume e Ventina sono rifacimenti impegnativi di sottopassi esistenti. Parolo sostituisce un passaggio a livello oltre il quale negli anni '50 si era già in agneda fra i campi.

I passaggi a raso
In Comune di Sondrio partendo dalla parte ove sorge il sole c'erano uno 'privatistico' alla Cà Bianca, quello di Via Bormio che era il vero collegamento con il territorio del Consorzio Adda, sostituito dall'Amministrazione Frizziero con quello alla Cà Bianca in occasione del livellamento tra il piano del ferro e quello stradale. Via Nani, non databile, e oggetto di tentativi di sostituzione con sottopasso sinora senza esito per oggettive difficoltà. Segue Via Bonfadini con un PL che aveva sbarre continuamente in azione perchè sino agli anni '80, avvento dei treni 'bloccati' che potevano andare in entrambe le direzioni, il locomotore del treno che arrivava doveva fare manovra a sbarre ovviamente abbassate. L'Amministrazione Frizziero aveva realizzato la Via Nervi completando l'anello e quella Buzzetti quindi può chiuderlo – ormai il traffico veicolare era praticamente tutto spostato sull'asse Caimi-Vanoni, realizzando il sottopasso pedonale indispensabile per il grande flusso pedonale, quello che invece non c'è sul sottopassino del Lungo Mallero. Chiuso, indatabile, il passaggio a ruota, incustodito e non comandato di Via Adda come quello realizzato dall'Amministrazione Molteni in sponda destra del Mallero e sostituito con il ciclo-pedonale per il Parco Bartesaghi. Il passaggio a raso, ormai chiuso con in corso la sostituzione con un costoso sottopassino per i soli flussi ciclopedonali, del Lungo Mallero sinistro, era la strada alzaia che proseguiva sino a sbocco in Adda e alla esistente polveriera. Con l'urbanizzazione aveva assunto funzione di gronda, oggi troncata definitivamente. Ultimo infine, chiuso dall'Amministrazione Buzzetti, quello in località Castellina, quasi di fronte al ristorante La Fermata, divenuto per il traffico particolarmente pericoloso.

A parte la Stazione
Da citare infine gli interventi in stazione. Il primo era stato la realizzazione del sottopasso pedonale in continuazione di quello ferroviario ai binari 2 e 3 e sbocco nei pressi di Via Macello, Via Fanchetto, (Amministrazione Frizziero), il secondo quello citato di Via Bonfadini (Amministrazione Buzzetti), Il terzo l'intervento complesso che non è solo il passaggio pedonale ma lega il Campus al centro (Amministrazioni Molteni, Bianchini ed anche quella Tarabini, Provincia).

Cosa manca
Mancherebbe il sottopasso di Via Nani, fra l'altro in zona dove basta un buchetto e si raggiunge la falda e dove gli edifici esistenti sono un bell'inciampo. Mancherebbe poi il previsto svincolo della tangenziale per il collegamento con Via Ventina. Infine sempre rimasto in chiaroscuro, il collegamento pedonale tra Via Bormio e la zona a nord della ferrovia.

Luca M. Alessandrini
 

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